In terra sarda la conferma

Il monday night riscalda i cuori nel giorno più freddo. La neve di Burian ha fermato la Juve che dovrà recuperare il match con l’Atalanta. A Cagliari niente fiocchi di neve ma una grandinata di gol: cinque, come nello scorso campionato. La Sardegna si addice agli azzurri. In estate, tutti sulla Costa Smeralda. A segno con Callejòn, Mertens, Hamsik, Insigne e Mario Rui. Una lezione di calcio.

Il Napoli non sarà come la grande Olanda, ma poco ci manca. Stupende le reti di Hamsik e di Mario Rui con una punizione alla Messi. Troppo? Alla Zico, allora. Insigne festeggia la partita numero duecentocinquanta in azzurro con un rigore chirurgico. Ma avrebbe meritato di segnare molto prima. Callejòn il torero sigla l’ottavo centro stagionale e sono cinquantacinque con la camiseta azzurra. La fiondata di Hamsik il capitano con la cresta è di una leggerezza stupenda, perdonate l’ossimoro. Dolce Sardegna per Mertens, ancora un gol a Cagliari lì dove tutto cominciò. La prima volta da centravanti e da allora lo scugnizzo Dries si diverte a fare il cecchino. Non più di un quarto d’ora di alternanza, con qualche scatto del coreano Han e un paio di tentativi di Pavoletti. Sempre attento e imbattuto Reina milanista promesso.

Poi, il diluvio. Non c’è stata più partita. E manca anche un rigore per trattenuta vistosa del greco Lykogiannis su Mertens. Napoli stellare che grazie a Buran è ora davanti alla Juve di quattro punti, seppur virtuali. Se pressione psicologica è dover giocare dopo della rivale ed inseguire, ebbene ora tocca alla Juve l’ingrato compito. C’è qualcosa di strano oggi nell’aria: il prossimo turno potrebbe regalare altri allunghi in vetta. Napoli-Roma e Lazio-Juve, almeno sulla carta rischiano di più i bianconeri.

Sempre più interessante la lotta per l’ingresso in Europa (Champions e League) e quella per non retrocedere. Soltanto il Benevento sembrerebbe già spacciato, ma mai dire mai. Ha dominato per un tempo intero in casa dell’Inter e non gli è stato concesso un rigore piuttosto evidente e se Coda avesse avuto mira più precisa, staremmo a raccontare l’impresa. La Lazio, che domenica ospiterà la Juve – e potrebbe fare un favore al Napoli – si è ripresa il terzo posto maramaldeggiando sul Sassuolo. Con Immobile, sempre più bomber da scarpa d’oro. E soprattutto con il genio di Milinkovic Savic, il migliore centrocampista del campionato che tutti vorrebbero, a cominciare dal Real Madrid.

La squadra del giorno è senz’altro il Milan che ha aperto ufficialmente la crisi della Roma che sabato sera sarà di scena al San Paolo. I rossoneri hanno sbancato l’Olimpico con una prova di muscolarità e tecnica nello stesso tempo. Gattuso sta dimostrando di essere un tecnico di valore. Il suo Milan attacca e difende in undici. A Roma nel segno di Cu-Ca, Cutrone e Calabria, due ragazzi del vivaio rossonero. A dimostrazione che il nostro calcio non è poi messo così male. Basta avere coraggio, e Ringhio ne ha da vendere, e lanciare nell’agone i giovani meritevoli. Il Milan è la squadra che annovera più italiani: Donnarumma, Calabria, Bonucci, Romagnoli, Bonaventura, Borini, Cutrone, Montolivo, Abate, Locatelli. Domenica sera, nel giorno delle votazioni (ahinoi!), Milano sarà chiamata a scegliere la sua squadra guida. Casciavit contro bauscia. Il Milan fino a poco tempo fa era lontano anni luce dall’Inter. Se i rossoneri dovessero battere i nerazzurri si troverebbero a soli quattro punti di distacco, in piena lotta per un posto Champions. Per la consacrazione di Gattuso e per la disperazione di Spalletti. Il gol più bello è stato quello di Zapata, un coast to coast alla Weah. La Samp in attacco non è soltanto Quagliarella.

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