La Russia a Napoli è più vicina di quanto si pensi

Passeggiare per Napoli come un turista appena giunto è ben diverso dal correre per le sue strade presi dalle innumerevoli faccende quotidiane. Si può ammirare all’infinito piazza del Plebiscito o la Galleria Umberto, ma se il passarvi davanti non diventa più una novità, succede che ci si cominci ad abituare alla loro bellezza. I turisti hanno più tempo, scoprire i dettagli e le particolarità del luogo è il loro scopo primario, ma vi consiglio di provare, almeno una volta, ad osservare la vostra città attraverso gli occhi di un forestiero o di leggere una guida turistica.

A Napoli vi sono cose incredibili. Avete mai visto le statue equestri di bronzo che coronano il portale d’accesso ai giardini del Palazzo Reale? Esse sono una delle prove tangibili delle relazioni di amicizia diplomatica e cooperazione che il Regno di Napoli ha intessuto nei secoli con la Russia Imperiale, all’indomani del contratto di alleanza sottoscritto da Ferdinando I di Borbone e Caterina II di Russia. Il complesso scultoreo, il quale anticamente, insieme alla sua copia speculare, arricchiva l’elegante architettura del ponte Anichkov di San Pietroburgo prima di essere trasportato a Napoli, è il frutto dell’arte e della maestria di Petr Klodt. Il cavallo con il ragazzo e Il ragazzo che prende il cavallo per le briglie, questi sono i nomi degli splendidi oggetti scultorei di bronzo che furono posti al lato ovest del ponte Anichkov nel 1841. Le sculture del lato est erano uguali ai quelli di ovest ma di gesso ad effetto bronzeo.

Una volta realizzate le versioni in vero bronzo, le sculture furono regalate dallo zar Nicola I al re di Prussia Guglielmo IV. In seguito a una seconda riproduzione, le due statue poste al lato est del ponte furono regalate di nuovo ma questa volta al re delle Due Sicilie come riconoscenza dell’ospitalità da questi riservata alla zarina di Russia durante il suo soggiorno a Napoli. Colpito dal meraviglioso regalo, Ferdinando II di Borbone conferì allo scultore Klodtl’Ordine di Napoli”. Il giorno dopo la deposizione delle statue sul sito prescelto le testate giornalistiche napoletane esordirono con questi titoli: “Napoli ora ha tre meraviglie: Il Cristo velato, La Deposizione del Cristo, il quadro di Jusepe de Ribera (detto Spagnoletto) e i cavalli di bronzo di Klodt”. I cosiddetti “cavalli di bronzo” si trovano dunque a Napoli, Berlino e San Pietroburgo, ma senza alcun dubbio, tra i “tedeschi” e quelli “partenopei”, sono quest’ultimi ad essere maggiormente cari al popolo russo, forse perché “hanno vissuto” per due anni sulle rive delle acque pietroburghesi, perché forse ricordano ancora la fredda città di Pietro il Grande.

La prossima volta che pensierosi e frettolosi passerete davanti al San Carlo e ai cancelli dei giardini reali, non badate solo ai venditori ambulanti, alzate la testa e osservate le statue del ponte Anichkov. La Russia e San Pietroburgo sono molto più vicine di quanto pensiate.