Medea, una puntura digitale per diagnosticare il carcinoma

Il suo nome è “Medea”, e consiste in uno screening finalizzato all’individuazione precoce del carcinoma endometriale. Il nuovissimo strumento di prevenzione è stato proposto da Maurizio Guida, Giovanni Scala e Jacopo Troisi, e ha ottenuto il brevetto industriale dal Ministero dello Sviluppo economico. La nascita dell’invenzione si deve al lavoro dei laboratori della società interni alla fondazione EBRIS, in collaborazione con il dipartimento di Medicina, Chirurgia ed Odontoiatria del prof. Mario Capunzo dell’università di Salerno e del dipartimento di farmacia guidato dal prof. Pietro Campiglia.

Già è stato avviato l’iter per diffondere il brevetto all’estero e gli studi si concluderanno nel 2019. Il nuovissimo metodo si basa su algoritmi bioinformatici e su di un’indagine metabolomica. “Medea” garantirà una diagnosi attraverso un test che si effettuerà con una semplice puntura digitale, ottenendo risultati tempestivi. La rapidità dell’individuazione del tumore in fase iniziale renderà essenziale solo l’intervento chirurgico, senza necessità della chemioterapia, con un tasso di sopravvivenza elevatissimo per il primo stadio (tra il 90 e il 95%). Sarà possibile, per le volontarie che intenderanno sottoporsi al test, recarsi in modo del tutto gratuito alla sezione di Avellino della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Al termine dello screening, verrà loro regalato un vasetto di miele biologico. Non verrà emessa una diagnosi, essendo questo un trial clinico; laddove, tuttavia, il risultato fosse positivo, le donne verranno invitate a procedere con ulteriori e approfonditi accertamenti.