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Sicurezza. Di fronte a piazza Vittoria un ammasso di ferraglia suscita le proteste dei ristoratori:
“Il Comune non ci risponde”

Il Lungomare di Napoli è un’attrazione mondiale per tutti i turisti che decidono di visitare la città, regala una vista mozzafiato con i suoi tramonti dalle mille sfumature di colori, con la brezza del mare e il rumore delle onde che accarezzano gli scogli. Via Partenope è la prescelta anche dagli amanti dello sport outdoor. La grande area pedonale permette infatti di correre, di pattinare o di andare in bici e allo stesso tempo di concedersi un break dalla routine quotidiana, ad esempio godendosi una giornata di sole gustando una pizza all’aria aperta in uno dei tanti ristoranti che affacciano sul mare. Ma se capita di passeggiare con un occhio più attento, non appena si supera piazza Vittoria, proprio dove inizia la sfilata dei vari punti di ristoro, è possibile notare un impianto di ferro arrugginito situato vicino la ringhiera, lato mare. Un vero e proprio pugno nell’occhio. Su di un lato si trova un vecchio cartello malandato con una scritta poco chiara che indica: “pericolo di crollo”. La struttura era stata situata a suo tempo, e li è rimasta e le coppie di fidanzati, che si sono trovate a passeggiare lungo la via, hanno ben pensato di applicare un catenaccio sulla sua rete di ferro come simbolo della loro storia. Una sorta di pegno d’amore firmato con i nomi e la data che ha segnato l’inizio delle numerosissime love story. Si tratta della “catena degli innamorati”, un dolce rituale lanciato dal film di Federico Moccia uscito nel 2007, dove i protagonisti decidono di chiudere il proprio lucchetto vicino al palo del Ponte Milvio e lanciare la chiave nel Tevere, promettendosi di non lasciarsi più. Dopo tanti anni ci si chiede se quell’area, sul lungomare partenopeo, sia ancora a rischio di crollo, in quanto attualmente sembra che il suo ruolo di tutela della sicurezza dei passanti sia stato sostituito da uno di tutt’altro significato. Alcuni ristoratori si sono più volte lamentati con il comune di Napoli, invitandolo a intervenire per rimuovere l’impianto, ma non c’è stato verso di ricevere qualche cenno di adesione. Il punto su cui battere riguarda proprio la finalità che a oggi ha la struttura, ovvero se si è già intervenuti per porre rimedio al pericolo che rappresentava quel tratto di via Partenope o se il tutto è stato abbandonato e dimenticato. La questione ruota intorno a due domande: se la zona non è più a rischio, perché l’installazione non è stata rimossa? O, ancora peggio: siamo sicuri che siano stati svolti i lavori a tutela della sicurezza dei passanti? La prevenzione è fondamentale ma purtroppo a volte le segnalazioni non bastano, forse perché una città così grande, che si disperde nei suoi problemi, è abituata ad agire solo quando si presenta un’emergenza. Nonostante tutto è importante sollecitare la risoluzione, facendo appello a chi di dovere perché non resti immobile nell’indifferenza.