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Felicità fa rima con vecchiaia. È questo quello che afferma TruthAbout Age, una ricerca della società di marketing Mc Cann che smentisce uno dei più tradizionali e consolidati stereotipi legati all’età. La compagnia ha intervistato un campione di 24.000 persone comprese tra i 20 e i 70 anni, provenienti da 29 diversi Paesi del mondo. Dall’analisi dei risultati emerge come la fase dell’invecchiamento sia percepita dalla maggioranza degli intervistati, ben il 70%, come un momento nel quale riassaporare la libertà di trascorrere le giornate in maniera attiva e felice, praticando attività prima trascurate per mancanza di tempo o a causa del lavoro. Ampio spazio anche all’amore in questa fase di vita: “Non è mai troppo tardi per un appuntamento romantico” dichiarano gli over 65. Se guardiamo all’Italia, gli anziani interpellati sostengono di poter curare di più l’alimentazione e la pratica di un’attività sportiva e di non percepire affatto il peso dell’età che avanza, contrariamente a più del 50% dei ventenni che appaiono, invece, più ansiosi e spaventati dall’idea della morte. Lo studio pare confermare quanto già emerso da precedenti ricerche, come quella dell’Università del Queensland, pubblicato sulla rivista Usa Psychology and Aging che metteva a confronto la soddisfazione sociale di due gruppi di età (gli over 65 e 18-30enni) davanti alla medesima esperienza: a essere maggiormente soddisfatti erano i più anziani. Insomma se, come previsto dalle più recenti indagini statistiche, in Italia, Paese “più vecchio d’Europa”, nel 2030 gli anziani saranno il 26,5% della popolazione, almeno potremo star sereni: sarà un Paese abitato da cittadini felici.