La casa di Totò è ancora abbandonata

E i turisti fotografano un balcone vuoto

Rione Sanità. In assenza di un riconoscimento istituzionale, solo due residenti celebrano l’attore con una bancarella

Ogni giorno sono lì, Gino 45 anni e Giuseppe di 56, con la loro bancarella rossa fiammante, ad inscenare le tipiche gag del grande Totò. Da tre anni, dalle 9 alle 18 in via Santa Maria Antesecula 109 alla Sanità, è possibile incontrare questi due omoni che, fra una battuta e un’altra, raccontano storie, aneddoti e le lotte che svolgono per aprire al pubblico la casa del Principe della risata. Totò nacque in questa strada; qui trasse l’ispirazione per diventare il genio tanto acclamato in tutto il mondo. “Quando aveva 14 anni intratteneva una relazione d’amore con una donna sposata molto più grande di lui, proprio qui vicino” ci riferisce Giuseppe.

Questa strana coppia accoglie quotidianamente turisti da tutto il mondo con il sorriso, spiegando loro amaramente che la casa di Totò non è visitabile, non è aperta al pubblico e che si trova in uno stato di abbandono totale. Gino dice: “Le Istituzioni ci hanno detto più volte che la casa sarà resa agibile, ma io credo che prima che questo avvenga, io sarò già morto. Sono anni che lottiamo e ne parliamo, ma non cambia nulla. Sono molto sfiduciato sul futuro di questo pezzo di storia di Napoli”. Gino e Giuseppe si prendono cura di mantenere alto il ricordo di questo posto, venerato quasi come il Sacro Graal da mezza Napoli. Gli ultimi inquilini erano due anziani di ottanta anni, costretti ad abbandonare la casa dopo che fu venduta all’asta.

Il Comune aveva dichiarato lo scorso anno che sarebbero stati stanziati 430.000 euro per un Museo su Totò al Palazzo dello Spagnuolo. Nel frattempo questa casa cade in rovina generando un malcontento generale, che si somma a quello dei turisti. Giuseppe ci racconta un aneddoto interessante: “Una volta sono venuti dei turisti da Cuneo e non ci credevano che questa era la casa di Totò. Ci hanno detto che lì promuovono mostre e musei su di lui. Perché? Solo perché lì ha fatto il militare…”. Le statuine che vendono per pochi euro sono fatte a Napoli, così come i vari gadget che sono esposti. Il vero pezzo forte è il manichino travestito da Totò con una maschera acquistata in Svizzera per 65 euro, tutto a spese loro. Come a spese loro sono stati affissi, nelle vicinanze della dimora di Totò, i cartelloni che indicano le strade da percorrere per giungere fino a qui. Purtroppo quello che oggi appare agli occhi del turista è solo un balcone desolante, dove, se si scruta attentamente, si possono vedere le mura interne. Semplici mura. Questo è tutto quello che rimane della casa del Principe della risata Antonio De Curtis, in arte Totò.