“Nuotando con Amore”

una sfida di beneficenza

nuotando con amore, luciano vietri, beneficenza, nuoto, autismo

C’è anche Napoli tra le sei tappe della sfida di Luciano Vietri, nuotatore, allenatore e presidente di “Nuotando con Amore“, associazione sportiva dilettantistica che ha come scopo il miglioramento psicofisico e morale della collettività.

Sabato 24 e domenica 25 si svolgerà infatti l’impresa denominata “30×30” durante la quale nuoterà 5 chilometri nelle piscine di sei diverse città d’Italia, per un totale di 30 chilometri, tutto in appena 30 ore attraversando l’Italia a bordo di un pullmino.

Napoli sarà la terza tappa dopo Brindisi, città di partenza, e Foggia, per proseguire verso Nord toccando Roma e Firenze e concludere la 30×30 a Milano: la struttura partenopea coinvolta è la Asd Alba Oriens di Casoria. Un’impresa sportiva, certo, ma anche benefica, dal momento che si svolge nella giornata mondiale dell’autismo a favore dell’abbracciata collettiva, un evento che nasce con lo scopo di avvicinare più persone possibili alla disabilità e in particolare all’autismo e ai disturbi mentali gravi. L’iniziativa 30×30, proprio per la sua valenza sociale e sportiva, ha ottenuto il patrocinio del Coni.

“Un’idea un po’ folle che mi è venuta circa un anno fa – racconta Luciano Vietri –. La preparazione non è facile, mi sto allenando e sono nel periodo di massimo carico. La sfida presenta difficoltà tecniche, nuotare per 30 km nel giro di 30 ore in sei città diverse, ma anche logistiche, perché le città sono distanti e in 30 ore dobbiamo andare da Brindisi a Milano. È una sfida però per una giusta causa, cercherò di raggiungere più persone possibili, cercherò di fare più abbracciate che posso per sostenere le famiglie con ragazzi autistici. Invito tutti a venire nelle città che toccherò, formate la vostra squadra Nuotando con Amore, scendete in acqua con me anche solo per poche vasche. Sosteniamo tutti insieme l’abbracciata collettiva”.

Una maratona natatoria, dove ogni partecipante può contribuire stando in corsia insieme ai ragazzi che svolgono durante l’anno la Terapia Multisistemica in Acqua (TMA metodo Caputo-Ippolito). I metri percorsi in vasca da ogni persona rappresenteranno simbolicamente il tentativo di avvicinarsi alle problematiche delle famiglie dei bambini con disturbo autistico.