Il Tar sospende l’ordinanza contro l’esposizione di animali morti

L’assessora alle Politiche Sociali con delega alla Tutela della salute e degli Animali Roberta Gaeta aveva firmato un’ordinanza con la quale si vietava alla città di Napoli l’esposizione di animali morti come ovini, caprini e altri all’interno delle vetrine delle macellerie quanto per le strade. L’ordinanza, tuttavia, è stata sospesa.

 È stata la quinta sezione del Tar della Campania a disporne la sospensione, accogliendo il ricorso presentato dai titolari di svariate macellerie e dall’Associazione provinciale industria, commercio, artigianato, servizi e turismo (Aicast). Per il 24 Aprile è stata fissata la camera di consiglio per la trattazione collegiale.

L’ordinanza specificava come i tagli delle carni avrebbero dovuto essere conservati nelle celle frigorifere apposite e adeguate, sulla base di quanto prescritto dalle norme vigenti in materia di igiene alimentare.

L’assessora non si è fermata dinanzi alle proteste; nei giorni che precedono la Pasqua, infatti, gli animali scuoiati o eviscerati vengono generalmente esposti per tradizione. E non ha inteso arrestare il suo proposito sulla base di una riflessione circa l’impatto che tali immagini possono generare nei confronti dei bambini quanto degli adulti. L’usanza, definita “macabra”, non produrrebbe danni solo alla sensibilità delle persone; essa recherebbe pregiudizio anche alla salute dei consumatori. Esistono, infatti, modalità definite e inderogabili attraverso cui gli alimenti devono essere conservati, così che venga tutelato il rapporto dei cittadini con il cibo e con gli animali in genere.

L’esposizione di intere carcasse di animali rischia di rendere traumatico e spietato l’approccio della collettività all’alimentazione. Lo show di animali sventrati nelle vetrine rappresenta una tradizione obsoleta che, anche se ancora esiste, sarebbe auspicabile reprimere. I sadici trofei di crudeltà dovrebbero avere ben poco a che fare con lo spirito della santa Pasqua.