Napoli – Colli Aminei: è allarme bomba

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Allarme bomba.  Tanta paura stamattina alla metropolitana dei Colli Aminei della Linea 1

Tanta paura stamattina alla metropolitana dei Colli Aminei della Linea 1. Intorno alle 10.00 un pacco sospetto è stato segnalato agli artificieri. Ad accorgersene sono stati i passanti che hanno immediatamente allertato gli uomini all’interno della guardiola. Poco dopo l’arrivo, gli stessi artificieri hanno accertato che all’interno era presente soltanto una macchinina telecomandabile, nulla di preoccupante.

Per dieci minuti sono state sospese le corse per permettere alle forze dell’ordine di svolgere il proprio lavoro. Ma sono stati dieci minuti di puro terrore per i tanti fruitori del servizio su rotaie metropolitano, i quali hanno assistito alla scena.
Ho paura dei luoghi affollati e delle metropolitane, e quando ci sono queste notizie, la paura aumenta sempre di più”- dice una signora in attesa del treno. Adesso la situazione è tornata alla normalità e le corse hanno ripreso il loro normale tragitto. Ieri un caso analogo alla metropolitana di piazza Borsa, stazione Università. All’orario di chiusura i centralini della Polizia sono impazziti per un pacco sospetto all’interno della stazione. Anche in questo caso non è successo nulla, ma la prevenzione risulta fondamentale in certe situazioni. La settimana scorsa una turista aveva dimenticato il proprio trolley nei pressi dell’uscita della fermata Università, ed era stata recintata l’intera area per mettere la zona in sicurezza.
Non si tratta di vicende nuove per le stazioni metropolitane napoletane: Piscinola, Vanvitelli e la stessa Università sono state spesso gli scenari di altrettanti allarmi bomba.
In questi giorni poi l’allerta terrorismo è salita alle stelle, oltre che per l’avvicinarsi delle festività, anche a seguito degli ultimi sviluppi nelle indagini degli inquirenti, che hanno portato allo smantellamento della cellula dell’attentatore di Berlino, il terrorista islamico Anis Amri: ben 5 gli arrestati (un palestinese e quattro tunisini) e venti gli indagati dalla Procura di Roma. I soggetti, che operavano proprio tra le province di Napoli e Caserta,  sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla falsificazione di documenti e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina dalla Tunisia all’Europa.