madonna delle galline

Canti popolari, nacchere e tammorre in ogni strada di Pagani per la festa più importante del paese. La festa della Madonna delle Galline ha avuto inizio venerdì 7 aprile con l’apertura delle porte del Santuario della Madonna del Carmelo – eretto all’inizio del 1600 – e con il canto intonato dai tosellanti Mamma re gallina mia. Anche quest’anno la sfilata della Madonna delle galline è stata un successo e il trono dove era seduta, è stato ancor più arricchito dagli artigiani locali. La celebrazione andrà avanti fino a stasera e i visitatori, anche per questa edizione, sono tantissimi.

Ci sono ballerini e cantanti di “tammurriate”, ma anche turisti che per la prima volta si avvicinano a questa antica tradizione popolare. La leggenda racconta di un una chiesa arroccata tra i monti (si tratta della piccola località di Tramonti), dove era stata abbandonata una tavola lignea raffigurante la Madonna del Carmine. Durante una notte, la Madonna sarebbe apparsa in sogno al custode della chiesa con una richiesta: convincere il prete a riparare il santuario. In più lo minacciò, affermando che sarebbe andata via in un paese dove “anche le galline” le avrebbero voluto bene. Il sacrestano impaurito, riferì tutto al prete, ma questo non volle starlo ad ascoltare. La situazione dunque precipitò e ci fu una forte tempesta che trascinò il quadro fino a Pagani, dove un gruppo di galline lo trovò in un pollaio nel XVI secolo, nell’ottava di Pasqua. L’immagine avrebbe compiuto ben otto miracoli, tutti evidentissimi. Da quel momento ogni anno si svolge questa antica festa dove a farla da padrone sono i tammurrianti, che trasformano completamente il volto del comune di Pagani in una grande sala da ballo a cielo aperto per gli appassionati degli strumenti simbolo della Campania rurale: la tammorra e le nacchere.