Macroregione del Sud

Al via la raccolta di firme

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Macroregione. Entro giugno ne servono 500mila: presentato il programma

Con le firme apposte sul documento di costituzione del Comitato Promotore, parte ufficialmente la possibilità, per tutti i meridionali di buona volontà, di lavorare alla realizzazione di una Macroregione meridionale. La conferenza stampa di presentazione, tenutasi al Caffè Gambrinus di Napoli martedì 10 aprile, ha registrato una massiccia partecipazione delle testate locali e nazionali, ma anche del mondo meridionalista e non solo. Nel comitato, guidato dal giornalista e consigliere nazionale dell’Ordine, Alessandro Sansoni, ci sono responsabili di movimenti meridionalisti come Nando Dicè (Insorgenza Civile), Sergio Angrisano (Federazione Movimenti di Base) e Sabino Marano (Movimento civico Primavera Irpinia), ma anche l’ex presidente della Regione Campania Stefano Caldoro ed il senatore Gaetano Quagliariello (non presente ma aderente comunque), l’editore e direttore della testata Il Brigante, Gino Giammarino, e Leonardo Lasala (Confartigianato).

I presenti hanno voluto rigettare con forza l’idea di un Sud che abbia votato alle recenti politiche soggiogato dall’assistenzialismo del “Reddito di Cittadinanza” griffato 5 Stelle. “Dalle urne – hanno spiegato i primi firmatari – sono già uscite due Macro regioni, una rappresentativa del Nord, l’altra, guarda caso, quella di un Sud in pieno fermento e voglia di riscatto che ricalca esattamente la cartina di quei territori che componevano, originariamente, l’ex Regno delle due Sicilie”.

Nella proposta del Comitato, oltre alla Macroregione, agevolazioni fiscali per i territori meridionali, un maggior raccordo tra le diverse aree componenti ed un rapporto di dialogo privilegiato con l’Europa, muovendosi nell’ambito della programmazione 2021-2027. L’obiettivo è raggiungere entro giugno la quota di 500.000 (cinquecentomila) firme raccolte da Comitati Locali che potranno organizzarsi in autonomia per quanto riguarda la denominazione e la matrice sociale, politica e culturale. I Comitati locali saranno collegati direttamente al Comitato promotore facendo riferimento nella documentazione all’atto costitutivo dello stesso.

L’adesione al Comitato, che non ha padrini politici, può essere fatta come movimento, categoria ma anche come semplice cittadino, mentre i meridionali residenti all’estero potranno costituirsi in comitato, impegnandosi a lavorare per far firmare amici, simpatizzanti e parenti ma nei territori d’origine. Tra qualche giorno verranno diffusi maggiori ragguagli su tempi e modi dei prossimi passi da compiere. Ma è chiaro che, da oggi, si apre un grande spartiacque tra chi vuole “fare” qualcosa per la propria terra, e chi vuole continuare a “discuterne”. “Noi abbiamo mosso solo il primo passo – spiegano i promotori -: a voi la scelta tra camminare insieme in strada o restare, da soli, davanti al comodo computer di casa”.