Lambrenedetto XVI, la star milanese di Youtube, difende Napoli: “Dico la verità sulla città”

Seguitissimo sui social networks, Lorenzo Lambrughi, in arte Lambrenedetto XVI, si scaglia contro i pregiudizi e gli stereotipi negativi

Lorenzo Lambrughi meglio conosciuto come Lambrenedetto XVI, è uno degli youtuber più seguiti sui social network: solo su facebook registra più di trecentomila follower. Attraverso i suoi video mette in luce le problematiche che affliggono il nostro paese: problemi che richiedono un immediato intervento e soluzioni veloci e pragmatiche. Le questioni di cui si occupa riguardano in particolare il decoro urbano, la manutenzione delle strade, e tante altre problematiche che affronta in modo realistico, pratico e concreto, spesso anche attraverso una modalità di confronto con le altre città estere. Di origini lombarde, ama Napoli, una città che sicuramente non è perfetta, ma che Lambrenedetto è pronto a difendere contro le continue e violente diffamazioni causate dalla disinformazione diffusa dai mass media.

Con i tuoi reportage testimoni che la città non è come la descrivono, questo però ha creato e crea molte polemiche. Secondo te cosa spinge le persone ad avere ancora questo atteggiamento ostile verso Napoli?

Credo che da sempre Napoli venga utilizzata un po’come se fosse la prostituta d’Italia, nel senso che si tende a scaricarle addosso tutta una serie di problematiche, problematiche che esistono anche in altre città. Ma Napoli viene usata come valvola di sfogo: ‘Vabbè comunque alla fine c’è Napoli, guarda Napoli!’. Il problema della spazzatura? Si esordisce con: ‘Però a Napoli è peggio’”.

So che in questo periodo stai ricevendo molti insulti, offese e minacce sui social da profili falsi. Cosa rispondi a queste persone?

Non cedo a queste provocazioni, li blocco direttamente. Sono persone malate che sperano di vederti alterato. Purtroppo ogni volta che sono a Napoli aumenta questo effetto, forse perché c’è una sorta di invidia verso la città: è gente che sembra godere a vederla sprofondare nella feccia. Inoltre c’è da dire che in Italia esistono mille campanilismi e gli attacchi non li ricevi solo dagli autoctoni del Nord, sono quelli del Centro e del Sud Italia a primeggiare. Addirittura ricevo delle critiche molto forti dagli stessi napoletani, mi attaccano dicendo che io sono troppo buono con Napoli e scrivono: ‘No, i tuoi video non raccontano la verità, devi dire che Napoli è il terzo mondo, che qui manca tutto e non va bene niente’. Sono persone che magari si sono trasferite all’estero e che confrontano la città con le altre realtà europee, e da una parte posso anche comprenderle, perché io da una vita faccio vedere attraverso i miei video che l’Italia è rimasta molto indietro”.

 Il tuo lavoro ti spinge a viaggiare molto, e ad interfacciarti con realtà di diverse città estere. A quale metropoli o Paese dovremmo ispirarci?

 “Una volta il mio lavoro di progettazione mi permetteva di viaggiare tanto, adesso lavoro in una realtà più piccola, e quindi quando sono in giro è solo per mio interesse. Sicuramente entro in contatto con svariate realtà, e reputo che attualmente il posto migliore al mondo dove vivere, come rapporto qualità prezzo, è la Spagna: un Paese che è cresciuto enormemente negli ultimi trent’anni. In Spagna sono presenti strutture da paese nordico e qui il costo della vita, se paragonato al Centro Nord Italia, risulta dimezzato”.

 Cosa ti spinge a lottare per Napoli?

 “Come ben sai, io ho sempre combattuto contro i luoghi comuni e la disinformazione, che viene fatta dai media tradizionali. Napoli ha molti luoghi comuni, e quando vengono realizzati dei servizi qui o in periferia, sembra di essere catapultati in un luogo di guerra, ma in realtà tu sai benissimo che non è così. Ti posso garantire che a Milano ci sono situazioni ben più gravi. Naturalmente persistono delle questioni drammatiche anche a Napoli, però io sono la dimostrazione che si può avere interesse per questa città facendo vedere le cose buone che offre, non solo quelle brutte. Sono il primo video blogger che non falsifica i numeri, come fanno gli altri, che non ha bisogno di comprarsi i follower. Ho dimostrato a tutti che si può fare informazione e avere un forte seguito anche se si mostrano le cose belle della città: insomma non serve infangare Napoli per avere visibilità”.

 Di sicuro regali un’immagine nuova a questa città, un’immagine degna di dignità, che va contro la disinformazione diffusa in televisione. Oltre all’immagine della nostra città, attualmente, per quale battaglia stai lottando?

Con i miei video mostro come funzionano le cose all’estero, quindi cerco di fornire delle risposte per migliorare alcune problematiche: credo che non serva a niente lamentarsi, ci vogliono soluzioni! Attualmente mi sto concentrando sulla situazione di degrado di pattume che c’è al Nord Italia e purtroppo questo la televisione non lo fa vedere. In futuro voglio ritornare a fare delle battaglie contro le multinazionali, di sicuro sono battaglie più forti e difficoltose da portare avanti. Quando tratto di queste questioni, sono ostacolato, diventa difficile fare informazione. La verità è che non si vuole far aprire gli occhi alla gente, fare informazione oggi è davvero complicato. Io svolgo il mio lavoro completamente da solo e non percepisco alcun tipo di sussidio, inoltre quotidianamente sono sottoposto ad un altissimo livello di stress. Quello che ho fatto per Napoli è un lavoro enorme, sicuramente il dettaglio che sono un uomo del Nord crea un forte impatto mediatico e fa sì che io abbia molta più voce in capitolo. Napoli ha bisogno di turismo, di un’immagine pulita: mai sottovalutare il potere di internet. Gli ultimi video che ho condiviso sono stati davvero guardati, da follower reali, ed è vergognoso che non ci sia a livello governativo, regionale o provinciale, nessuno in Italia che mi abbia contattato per dire: ‘Perché non ci dai una mano?’ e non parlo solo di Napoli, parlo di tutto il Sud Italia”.