Scioperi e guasti, mezzi pubblici nel caos. Un dipendente Ctp: “Nessuno è al sicuro”

Trasporti. Momento nero per la Ctp, l’azienda che serve l’area metropolitana di Napoli e la provincia di Caserta: passeggeri imbufaliti

Scioperi, malori, aggressioni e disagi: il trasporto pubblico a Napoli è al collasso. In queste giornate difficili ne parliamo con un dipendente dell’azienda Ctp, azienda che serve l’area metropolitana di Napoli e la provincia di Caserta, che vuole però restare anonimo.

Può descrivere l’attuale situazione Ctp?
È quella che conosciamo tutti, e cioè che l’azienda è ad un passo dal fallimento”.

Da quanto tempo non ricevete lo stipendio?
Lo stipendio ora arretrato è quello di settembre, che ci hanno detto percepiremo agli inizi di novembre, o fine novembre forse”.

Di chi è la colpa di questa drammatica situazione dei trasporti?
La colpa è della nostra Proprietà, la Città metropolitana, che non riconosce le indicizzazioni per il risanamento aziendale”.

Quale potrebbe essere una soluzione per superare questo momento?
Non so quale possa essere la soluzione, di certo ci sono persone che hanno la responsabilità di quanto accade. In questo momento non ci sono molte alternative o ci danno i soldi oppure si va in tribunale con i libri contabili”.

Come potete continuare a lavorare in questa situazione e cosa può dirmi del parco vetture?
Continuare a lavorare in questa situazione è difficilissimo. Le vetture sono ferme per guasti e molte sono da rottamare . Trovare pezzi di ricambio e fare manutenzione non è possibile per carenza proprio di soldi, per non parlare degli stati d’animo di noi lavoratori”.

Oltre alle proteste di questi giorni avete in mente di fare altro?
Al momento non sappiamo cosa altro fare. Ci stiamo rassegnando ad uno stato di cose che non possono cambiare con il semplice desiderio di volerle cambiare. Mezzi a disposizione oggi? Nessuno, salvo davvero impegno e sacrificio da parte di tutti”.

Durante i turni di lavoro vi sentite al sicuro?
Non ci sentiamo mai sicuri sul lavoro, vuoi per la carenza di manutenzione mezzi, vuoi perché sono fatiscenti. Molte volte davvero lavoriamo con il culo per terra”.

Cosa dire alle persone ormai sempre più esasperate dal collasso del trasporto pubblico?
L’utenza purtroppo ci odia. Cosa potrei dirle? Non è colpa di noi autisti che ogni giorno viaggiamo in questo stato, non è colpa dell’autista che sta facendo il suo percorso se magari è saltata una corsa. E si aspetta anche più di un’ora sulle fermate. Non è colpa nostra, ma ora come ora li inviterei a protestare insieme a noi. Il trasporto locale è in una bara e semmai si salvasse da questo baratro direi loro di contribuire al pagamento del titolo di viaggio visto che comunque sui pulmini abusivi l’euro esce sempre. I servizi si pagano, purtroppo è così”.