Ruiz segna come Insigne e Rog fa il Milik

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Udinese -Napoli

La vittoria di Udine conferma la solidità del gruppo che ha portato a casa tre punti nonostante un match insidioso

La terza vittoria extra moenia è arrivata nella serata più propizia, dopo il passo falso di Madama bloccata in casa dal Genoa gemellato azzurro. Non è vero che il Napoli è solo contro tutti, allora. Eppure sembrava che le cose si stessero mettendo maluccio. Con Insigne che non c’era e con Verdi che s’era fermato all’alba del match. Niente paura. Sopracciglio Alzato che a Madrid ha imparato il castigliano ha detto secco “levantate” a Fabiàn Ruiz che mentre entrava in campo avrà certamente pensato di dedicare alla platea una dolce sevillana, danza tipica della calda Andalusia. Ed ecco il passo dolce e via col destro a giro, lui che è di piede izquierdo (sinistro). Subito subito. Nacchere ed olé per riscaldare uno degli stadi di temperatura più fredda che ci sia. Alla Insigne, rimasto a casa. Julio Velàzquez Santiago, giovane allenatore delle zebrette furlane, avrà certamente borbottato: mì querida España amarga (quanto sei amara, mia cara Spagna). Match sbloccato, primo gol dello spagnolo che è alto e fiero come un hidalgo, pagato a peso d’oro (l’oro di Napoli) per sottrarlo alla seconda squadra di Siviglia, il Betis. Vantaggio sì, ma non poteva ancora dirsi di partita in discesa. Perché c’era voluto l’intervento di Karnezis, dio greco dell’olimpo pallonaro per disinnescare l’uomo-pietanza che per tutta la serata sarà indigesta per il barbuto Albiol: Lasagna, insomma. Che in altre due occasioni sciuperà ancora. E dunque, partita vera e tosta e pure la traversa incocciata da Pussetto. C’era stato anche il brivido Var (vado a rivedere) per un’entrata così così di Milik ch’era stata giustamente valutata da giallo dall’ottimo Mariani. Napoli autoritario, zebrette furlane disperate. E accadeva che la pratica si chiudesse troppo tardi. Il rigore di Mertens, dopo un lungo controllo Var per un fuorigioco sospetto. E il lampo di Rog che entra e la butta dentro come fosse Milik. Gol flash. E trionfo finale. Con l’undicesima formazione varata da Sopracciglio Alzato che ha accettato Napoli per la sfida più intrigante della sua carriera ricca di trofei. Sarà un bel vedere, fino alla fine. Perché anche la squadra azzurra è double face. Nel senso che come la rigiri e la rivolti, incute timor panico agli avversari. Ora ci si tuffa nella competizione europea più bella e ricca, di fascino e di soldoni. Qualche altra idea gli verrà a Sopracciglio Alzato, statene certi. Il Psg è ricco di prime donne e ricchissimo di suo. I vari Mbappé e Neymar terrorizzano nell’uno contro uno. Quanto a Cavani, ci si augura che gli salga un groppo alla gola. Bisognerà fare molta attenzione, difendere la squadra. Sperando nell’arbitro, che valuti i ruzzoloni che s’inventa l’erede (ma per carità) di Pelé. Penso: ah se ci fosse stato Bruscolotti. A Parigi, a Parigi. Magari, un salto all’ufficio inchieste lo farei, per quella scommessa su Psg-Stella Rossa. Per piacere, ci dite qualcosa?