Casciello inchioda Di Maio

L’onorevole Gigi Casciello
L’onorevole Gigi Casciello

Il deputato giornalista chiede l’accesso agli atti dell’iscrizione all’Albo dei pubblicisti del cinquestellato e la trasmissione in streaming dell’audizione dinanzi al Consiglio di disciplina

“Ho chiesto l’accesso agli atti e ai documenti amministrativi per la verifica della pratica di iscrizione di iscrizione all’Albo dei pubblicisti del vicepremier l’onorevole Luigi Di Maio e la trasmissione in streaming del Consiglio di disciplina dell’Ordine che lo ha convocato”. L’annuncio dell’onorevole Gigi Casciello, deputato di Forza Italia e giornalista arriva in merito alla convocazione innanzi il Consiglio di disciplina territoriale dell’Ordine dei Giornalisti della Campania di Luigi Di Maio, a seguito delle dichiarazioni rilasciate dal vicepresidente del Consiglio dei ministri alla stampa dopo l’assoluzione del sindaco di Roma Virginia Raggi, nelle quali aveva definito i giornalisti “pennivendoli e sciacalli”.

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“Ho presentato questa richiesta – spiega il parlamentare azzurro – proprio per motivi di trasparenza, ed ho anche richiesto che l’audizione dinanzi al Consiglio di disciplina del giornalista pubblicista On. Luigi Di Maio, prevista per gennaio 2019, venga trasmessa in streaming, certo che tale richiesta troverà il consenso anche dello stesso convocato, da sempre favorevole all’uso di tale strumento per lo stesso fine da me invocato».

Solo qualche giorno fa inoltre l’On. Casciello in Commissione Cultura alla Camera aveva ribadito: “I 5 stelle intendono colpire gli editori e le cooperative dei giornalisti tagliando le agevolazioni telefoniche e per la trasmissione dei dati. E questo è solo il preludio del colpo finale che vogliono portare alla libera informazione sopprimendo il Fondo per il pluralismo. Per Di Maio i giornalisti sono “infimi sciacalli” da abbattere. A loro basta che la piattaforma Rousseau della Casaleggio Associati sia sostenuta dagli italiani con i 300 euro mensili versati da ogni grillino eletto in Parlamento e quindi con il loro vituperato stipendio di Deputati e Senatori”.

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