Il calciomercato entra nel vivo. Si muovono tutte le “grandi”. Adl legato al destino di Allan

allan. si muovon tutte le grandi squadre per il calciomercato

Si muovono tutte, grandi e piccine. Non è il ballo di San Vito, è la finestra di mercato bellezza. Per la gioia dei bla-bla-bla radiotelevisivi e delle penne di carta scritta. Ognuno dice la sua. Alimentando sogni e speranze degli appassionati. Gli amministratori fan di conto e c’è chi si lecca i baffi in previsione della cessione d’oro, magari compensata da una d’argento. Aurelio Primo non ci sta nella pelle. Perché il fresco sessantenne Sarri (auguri, capitano) vorrebbe con sé dalle parti di Cobham il fido Hysaj. E Al Khelaifi da Parigi sta facendo una corte spietata a Sammy Davis junior, cioè il prode Allan che ha conquistato anche il Brasile con i suoi garretti poderosi. Sponsorizzato in maglia giallo-oro dal tutto finte Neymar che ebbe la ventura d’incrociarlo in Champions nelle due sfide tra Napoli e Psg. Cento milioni (uanema d’o Priatorio!), tanto sarebbe disposto a spendere il Psg (sigla che sa tanto di treno veloce) pur di avere il settepolmoni azzurro. Lavezzi e uno, Cavani e due, Allan e tre? Ne hanno fatti affari insieme Alk e Adl. Resterebbe da vedere che cosa ne pensi il fiero Carletto tutto preso dall’idea, al momento, di ritirare gli azzurri dal campo al prossimo buuu. Ti prenderei Barella, gli avrebbe sussurrato Aurelio Primo, e resterebbe anche più di qualcosa in cassa. Non si sa che cosa Carletto avrebbe replicato. Sicuramente che il piccolo grande sardo gli andrebbe bene. E che Allan è comunque un top già affermato. E che, magari, sarebbe conveniente per tutti rinviare il discorso a giugno, perché così si avrà modo di vedere che cosa farà Hamsik che potrebbe diventare cinese per capitalizzare il fine carriera. E incasserei pure una trenitina di milioni, ragiona Aurelio Primo. E un centrocampo tutto da rifare, pensa Carletto. E non soltanto, eventualmente, il reparto di mezzo. Perché Adl e Preziosi hanno messo su un bel gioco prezioso e dunque Kouamé l’ivoriano potrebbe lasciare il giocattolaio ed approdare alla corte del produttore cinematografico che neanche i cinepanettoni produce più, preso com’è da Napoli, fortuna mia, e da Bari che promette di venir su dalla morta gora in cui si trova. Kouamé è un peperino che non vi dico, personalmente son convinto che è prospetto di campione avendo buona tecnica e velocità supersonica e tanto ritmo nelle gambe lunghe e forti. E poi è tipo che rende bene dovunque lo scacchiere tattico lo collochi. Sa giocare da seconda punta e da tornante e crea scompigli quando è vicino all’area avversaria. Il tipo di giocatore che piace a tutti gli allenatori, per forza fisica e versatilità, e quindi piacerà anche a Carletto che non vede l’ora di impostare il futuro Napoli, il suo Napoli, sui binari dell’amato quattro-quattro-due. Si vedrà.

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Intanto, dovremo abituarci per tutto il mese di gennaio a voci e controvoci, nomi sparati per attirare l’interesse dei tifosi, da Nord a Sud passando per il centro. L’ultimo abbinato alla maglia azzurra è il nome di Lozano, messicano, esterno d’attacco con buona mira che milita nella squadra olandese del Psv che ha sancito l’eliminazione dell’Inter dalla Champions. Dovesse arrivare Lozano, che fine farebbe Verdi? Ah saperlo. Meno male che c’è la ripresa del campionato con un Napoli-Lazio intrigante assai.

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